C’è chi non rinuncia mai alle patatine in busta, uno degli snack più diffusi nelle situazioni informali e di aggregazione qui in Italia. Immaginate l’alzatina dell’aperitivo o il tavolino davanti alla tv: ecco, sono quasi sempre lì. Si sa, spiccano per l’alto contenuto di grassi, sale e calorie, elementi che spesso attirano l’attenzione di chi segue la salute alimentare. Ma la realtà è che rinunciarci – davvero – non è così semplice per molti. Ecco perché diventa utile disporre di un’analisi dettagliata e comparativa che guida verso scelte più consapevoli, con un impatto meno negativo dal punto di vista nutrizionale.
Un’associazione ha passato al setaccio più di 220 prodotti, spaziando dalle patatine classiche agli snack a base di mais, tortillas e varie chip aromatizzate. Hanno controllato gli ingredienti e i valori nutrizionali leggendo attentamente le etichette – niente test di laboratorio, per intenderci. L’approccio? Un sistema di valutazione articolato e trasparente, basato su criteri che non lasciano spazio a interpretazioni. Qui, ci concentriamo sulle patatine classiche: ne è uscita una scelta che si mette davanti alla media, grazie a un profilo nutrizionale più equilibrato. Un’alternativa valida, insomma, per chi ama questo snack tradizionale.
Il metro di valutazione dietro i numeri
Analizzare le etichette senza test diretti: questa è la base del sistema usato. Il vantaggio? Esaminare tante referenze senza perdere rigore e comparabilità. Il punteggio finale arriva da un valore su 100, che si basa su diversi fattori. La parte che pesa di più – con ben il 55% – riguarda la valutazione nutrizionale, ispirata al Nutri-score. Le variabili? Calorie, grassi saturi, zuccheri, sale, fibre e proteine per ogni 100 grammi di prodotto.

Un altro 15% del punteggio dipende dagli additivi, classificati in base a un database specializzato che li divide in “accettabili” e “da evitare”. Ancora un 15% riguarda il livello di trasformazione degli ingredienti, penalizzando gli snack con tante sostanze ultra-processate. Gli edulcoranti, indicati negativamente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pesano per il 10%. Chiude il quadro un 5% dedicato alla dimensione della porzione: confezioni che favoriscono un consumo esagerato sono penalizzate.
Con questa struttura, le referenze sono divise in cinque fasce: molto buono, buono, accettabile, scarso e molto scarso. Un dettaglio che spesso passa inosservato, ma che serve a capire come prodotti apparentemente simili possano invece differire parecchio per composizione e impatto sulla salute. Fondamentale per chi mangia patatine spesso, insomma.
Quali patatine spiccano in classifica
Delle circa 60 varietà classiche analizzate, poche raggiungono la fascia “buono”, con un punteggio tra 60 e 79 su 100. Al vertice c’è la “Coop doppia cottura senza sale aggiunto”, che ottiene 73 punti grazie a una ricetta più semplice e bilanciata. Il valore energetico è attorno a 487 kcal per 100 grammi, in linea con la media, ma la lista degli ingredienti più corta fa la differenza, soprattutto per chi consuma questo snack regolarmente.
Segue “Tyrrell’s lightly sea salted” con 63 punti e un contenuto calorico un po’ più alto, circa 519 kcal per 100 grammi. Altri marchi come Conad, Coop, Eurospin e Selex si piazzano nella fascia “buono”, con valori energetici simili intorno alle 487 kcal. Alcune versioni usano olio extravergine di oliva, un dettaglio non da poco che migliora il profilo nutrizionale e dà una sensazione di leggerezza apprezzata da chi cerca una qualità superiore.
Chi frequenta supermercati o discount in Italia noterà che anche nella stessa categoria ci sono grandi differenze: alcune patatine offrono qualità più alta, altre meno. E questo influisce molto su come percepiamo uno snack, se leggero o pesante. Da considerare seriamente per chi le mangia spesso o durante l’aperitivo con gli amici.
I dati provengono da una decina di catene italiane, un campione rappresentativo del commercio nazionale, rilevati nel mese di giugno. L’analisi, completata entro fine anno, restituisce una fotografia aggiornata e affidabile dell’assortimento disponibile. Numeri e osservazioni utili per muoversi con più consapevolezza in un settore dove le abitudini sono ben consolidate.
Questa ricerca indica che, anche in una categoria notoriamente associata a prodotti ricchi di sale e calorie, qualche opzione meno pesante esiste. Il motivo di tutto? Saper leggere le etichette con attenzione e interpretare i dati nutrizionali – un’abitudine che non guasta, se si vuole mantenere un certo equilibrio senza rinunciare del tutto ai propri gusti. Chi vive nelle città, lo sa bene: si nota nelle spese quotidiane, ma soprattutto in quei momenti rilassanti o di convivialità.