Fare la spesa oggi non significa soltanto cercare il prezzo più basso. Anzi, per milioni di italiani – ogni settimana – la scelta del supermercato o del discount è frutto di valutazioni diverse. Si guarda alla qualità dei prodotti, al fluire dell’esperienza d’acquisto, persino al rapporto con chi lavora nel negozio. Un’indagine su più di 22mila consumatori ha svelato quali sono le insegne che godono di maggiore consenso in Italia, raccontando una realtà che va ben oltre il semplice prezzo come fattore decisivo.
Basta dare un’occhiata alle abitudini di città e piccoli paesi dove spopolano i negozi di prossimità: per molte persone la vicinanza fisica e un rapporto più personale sono diventati elementi chiave. Poi certo, i grandi supermercati restano punti di riferimento: offrono una scelta più vasta e prodotti ricercati. I discount? Hanno cambiato volto, non parlano più solo di risparmio ma cercano di farsi apprezzare anche per la qualità. È una trasformazione lenta, ma evidente, che coinvolge anche insegne meno conosciute ma con clienti soddisfatti e fedeli.
Il valore dell’esperienza tra supermercati e ipermercati nazionali
NaturaSì, tra le catene nazionali, spicca con un voto di 79 su 100. È un chiaro segno di quanto i clienti tengano alla qualità percepita, soprattutto nel biologico, settore da sempre delicato. Dietro seguono Ipercoop, Coop&Coop, Esselunga e Coop, note per un assortimento vasto e una qualità che – diciamolo – negli ultimi tempi non è mancata, specie per i prodotti freschi. Non di meno, l’ordine e la buona organizzazione dentro i supermercati fungono da plus non da poco nell’esperienza di chi va a fare la spesa.

La velocità soprattutto alle casse – chi fa la spesa tutti i giorni lo sa – è un punto a favore di Esselunga, che si distingue per efficienza e rapidità. Ipercoop e Coop invece hanno conquistato molti grazie alla freschezza di frutta e verdura, ma anche ai prodotti a marchio, che offrono giusto equilibrio tra prezzo e valore. Famila, Conad e Interspar invece restano un gradino sotto, con margini di miglioramento che riguardano specialmente la chiarezza sulle promozioni e come si percepisce l’assortimento, due fattori che – vuoi o non vuoi – pesano sulla comodità e sulla soddisfazione finale.
Discount e insegne locali, cosa c’è dietro le preferenze
Se si guarda al mondo dei discount, Eurospin e Aldi comandano con un 76 su 100. Poco dietro c’è Dpiù. Il segreto? Non solo il risparmio ma anche una qualità dei prodotti a marchio che convince: il 71% di chi ha risposto li valuta positivamente, senza dimenticare la pulizia e la comodità dei negozi. La trasparenza dei prezzi e la praticità giocano un ruolo importante, ma c’è di più: famiglie giovani e nuclei medi, sempre più attenti al risparmio di tempo – oltre che di denaro – trovano qui la risposta giusta quando si tratta di fare la spesa velocemente.
Spostandoci tra le insegne locali, il legame col territorio si fa sentire e spesso fa la differenza. Dem, con i suoi 78 punti, guida la classifica, seguita da Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò che non sono molto lontani. Da quelle parti, più che altrove, il rapporto umano – con personale disponibile – si percepisce, e la prossimità diventa valore tangibile. Alcune catene, come Tosano, insistono sulla convenienza, altre come Cts e Iper si concentrano su promozioni trasparenti che la gente apprezza parecchio. Qui la spesa si fa con calma, più personale, più legata al contesto locale.
Insomma, il mercato che emerge è fatto di tante realtà diverse, con punti di forza e modi di rispondere a esigenze che cambiano spesso. Un supermercato vicino casa non significa solo comodità, ma anche accesso a prodotti e servizi che riflettono l’identità del territorio. Un dettaglio che spesso si dà per scontato – ma non dovrebbe, soprattutto in tante piccole realtà italiane.