Evitare l’acqua calda del rubinetto per cucinare quando fa freddo può proteggere la salute in casa

Quando apriamo il rubinetto, far scorrere l’acqua diventa un gesto automatico, di quelli che non ci facciamo neanche più caso. Eppure, non tutta l’acqua che esce è uguale: quella calda – per esempio – ha caratteristiche e rischi diversi rispetto all’acqua fredda. Un’abitudine piuttosto diffusa, soprattutto in alcune parti d’Italia, è quella di usare direttamente l’acqua calda per cucinare o preparare bevande. Peccato che, specie in alcune città con reti idriche e impianti datati, questa pratica possa portare a qualche problema non sempre noto.

Il comportamento dell’acqua calda e le implicazioni sulla qualità

L’acqua cambia quando si riscalda, e lo fa in modo non banale. Diventa più “attiva”, in grado di sciogliere sostanze che, con quella fredda, resterebbero più bloccate o meno solubili. Così, passando attraverso tubature e scaldabagni, l’acqua calda può assorbire metalli come rame, nichel e, dove gli impianti sono più vecchi, persino piombo. Non si tratta solo di un problema di sapore o odore – che comunque esiste – ma soprattutto di salute: se l’acqua calda viene consumata spesso, i rischi possono diventare seri.

Evitare l’acqua calda del rubinetto per cucinare quando fa freddo può proteggere la salute in casa
Un bambino gioca con l’acqua del rubinetto: un gesto comune, ma l’acqua calda può essere rischiosa per la salute. – vizavi-edu.it

C’è poi un dettaglio, spesso trascurato, riguardo allo scaldabagno o alla caldaia: prima di uscire dal rubinetto, l’acqua può ristagnare ore, addirittura giorni interi. Quel tempo permette ai sedimenti e ai residui di accumularsi, cambiando la qualità originaria dell’acqua e aggiungendo elementi che non dovrebbero esserci. Chi vive in città del Nord Italia, ad esempio, lo percepisce soprattutto d’inverno – quando si usa più acqua calda – e, stranamente, la situazione può farsi davvero peggiore.

E poi: gli impianti d’acqua calda in casa non sono fatti per le normative alimentari. Il loro scopo è solo uno: riscaldare. Filtrare o purificare? No, non succede. Di conseguenza, pensare che l’acqua calda dal rubinetto sia “sterilizzata” è un errore comune; le temperature raggiunte non eliminano metalli, residui o contaminanti. La chimica dell’acqua può mutare, ma non quasi mai in modo positivo.

Perché è importante usare solo acqua fredda per cucinare e bere

Se vogliamo evitare esposizioni inutili, la regola più semplice è una sola: per cucinare, bere o preparare tè e caffè usiamo sempre acqua fredda. Questa arriva dalla rete idrica – soggetta a controlli più frequenti e rigorosi – e risulta meno contaminata rispetto a quella che passa attraverso caldaie e scaldabagni. Dopodiché, possiamo scaldarla con bollitori o pentole, apparecchi più sicuri e controllati. Così, la qualità dell’acqua migliora, anche senza ricorrere all’acqua calda del rubinetto.

C’è chi, negli ultimi tempi, ha iniziato a fare attenzione a questo aspetto, specie chi si preoccupa della qualità domestica. Ma altri restano legati all’abitudine di utilizzare l’acqua calda direttamente dal rubinetto, un comportamento nato più dalla voglia di comodità che dalla conoscenza dei rischi. Ecco perché, anche se sembra un dettaglio marginale, questo piccolo cambiamento può davvero fare la differenza per la salute di chi vive in case italiane.

Insomma, riscaldare acqua – che può essere già contaminata – non aiuta la sua sicurezza o purezza. La soluzione? Semplice: usare sempre acqua fredda dal rubinetto. L’acqua arriva fresca, meno alterata e soggetta a controlli più affidabili. Può sembrare banale, ma alla fine fa tutta la differenza quando ci si mette a tavola o si prepara una bevanda calda.

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