Bonus mamme lavoratrici 2025: chi può accedere all’incentivo da 720 euro e come richiederlo

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In Italia, trovare modi efficaci per aiutare le famiglie con figli resta una sfida importante per le politiche sociali ed economiche. Negli ultimi tempi, la Legge di Bilancio ha rivisto il bonus mamme lavoratrici, aumentando la cifra a 720 euro netti all’anno. Non è solo un sostegno economico: questo aiuto vuole alleggerire le spese di chi si destreggia tra lavoro e famiglia, specialmente dove i costi per crescere i figli stanno diventando sempre più pesanti. E poi, dietro a questa somma – diciamo – c’è anche l’idea di spingere una maggiore presenza femminile nel mondo del lavoro, considerando tutti gli ostacoli – sociali e finanziari – che spesso si incontrano.

La misura riguarda solamente le madri lavoratrici, sia dipendenti che autonome, ma a patto che siano iscritte a un sistema previdenziale obbligatorio. I requisiti sui figli sono rimasti gli stessi: almeno due a carico. Con due figli, il più piccolo deve avere meno di dieci anni; se invece sono tre o più, si considera che abbiano meno di diciotto anni. Altro dettaglio che non si può sottovalutare è il tetto di reddito annuale, fissato a 40mila euro. Se ci pensi, è una soglia che punta davvero ad aiutare chi ha bisogno: chi supera questo limite, specie in grandi città, potrebbe non vederne il vantaggio, ecco perché non si vuole “spargere” il bonus a redditi troppo elevati – altrimenti si rischia che l’efficacia dell’intervento cali.

Come funziona il bonus e a chi spetta davvero

Come si calcola il bonus mamme lavoratrici? Semplice: si ricevono 60 euro per ogni mese in cui la lavoratrice è attiva, anche se parzialmente. Quindi, lavorando tutto l’anno, si arriva a un totale di circa 720 euro lordi. Così il sistema resta sempre in linea con chi riprende o inizia il lavoro nel corso dell’anno, senza dover aspettare o perdere parte dell’aiuto. Il contributo viene versato senza tassazione, uno “spuntino” che non incide né sulla base imponibile né sull’ISEE – dettaglio molto apprezzato da chi ha una situazione economica mediamente bassa e non vuole vedersi intaccato il reddito disponibile.

Bonus mamme lavoratrici 2025: chi può accedere all’incentivo da 720 euro e come richiederlo
Bonus mamme lavoratrici 2025: chi può accedere all’incentivo da 720 euro e come richiederlo - vizavi-edu.it

Il pagamento? Capitolo a parte: si fa tutto insieme, in un’unica soluzione a dicembre. Una scelta non casuale, visto che proprio a fine anno le spese familiari tendono a crescere – magari fra regali o attività scolastiche. E poi ci sono le esenzioni alternative: per esempio, le dipendenti con contratti a tempo indeterminato e almeno tre figli possono usufruire della decontribuzione, riducendo i contributi previdenziali fino a 3.000 euro all’anno circa. Ecco il nodo: non si possono prendere contemporaneamente bonus e decontribuzione, perciò chi è interessata deve guardare con attenzione a quale sostegno conviene di più. Forse un po’ complicato, ma serve a evitare che ci sia doppio aiuto – e pure un po’ di confusione.

La procedura per richiedere il bonus e cosa aspettarsi

Per accedere al bonus mamme lavoratrici, bisognerà aspettare l’uscita di una circolare che chiarirà tempi e modi per presentare la domanda. Come al solito, si dovrà passare dal portale INPS, con scadenze precise (che però non sono ancora state comunicate). Ora come ora, non si può fare domanda per il 2026, ma chi vuole il sostegno – soprattutto dalle parti di Milano, o nelle grandi città – dovrebbe tener d’occhio le notizie ufficiali, così da non perdere l’occasione.

Capita spesso che questa attesa pesi su molte madri lavoratrici, perché rimandare la domanda significa anche disorganizzare il bilancio familiare. E se i pagamenti slittano o si perdono, la situazione diventa complicata, soprattutto per chi sta cercando di tirare avanti con fatica. Insomma, il bonus mamme resta un tassello decisivo nelle politiche italiane a favore delle famiglie, toccando quotidianamente la vita di tante persone. D’altronde, in un periodo dove l’attenzione verso le esigenze delle donne che lavorano e hanno figli è cresciuta – sarebbe strano non coglierlo – questa misura rappresenta un passo concreto verso un sistema più equo e attento alle sfide di ogni giorno.

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